Febbre alta, gola arrossata, difficoltà a deglutire con la voce rauca: sono questi i sintomi di una tonsillite che può essere batterica ma anche virale dovuta a virus come rino o haemophilus che circolano nell’aria. Soprattutto d’inverno ma anche d’autunno è facile incappare in una tonsillite, ma che cosa fare? Quando usare gli antibiotici? Sono soprattutto le giornate umide e gli sbalzi repentini di temperatura a dar luogo a delle tonsilliti: questi cambiamenti climatici immoblizzano le piccole ciglia che tappezzano le vie respiratorie e che di solito agiscono da spazzini. Senza il loro aiuto, però, i virus hanno via libera e dopo due o tre giorni c’è il rischio di una tonsillite. La prevenzione più efficace può essere quella di evitare gli sbalzi di temperatura vestendosi “a cipolla” e fare attenzione alle correnti d’aria.
Quando serve l’antibiotico
Se si presentano chiazze bianche sulle tonsille oppure i linfonodi del collo simili a noccioline dure e dolenti allora serve l’antibiotico. In questo caso è probabile che la tonsillite sia batterica. Tra i batteri capaci di scatenare la tonsillite c’è lo streptococco beta emolitico di gruppo A che se non viene eliminato del tutto può peggiorare il problema. Gli anticorpi che il sistema immunitario produce per annientarlo aggrediscono infatti il batterio ma anche lo stesso organismo come se si trattasse di un altro nemico. Insomma può scaternarsi una reazione autoimmune e i possibili effetti di questo germe vanno dai problemi articolari a quelli renali e cardiaci, ovviamente nei casi peggiori. Per evitare questi rischi è consigliabile fare un tampone orofaringeo per controllare se si tratta di streptococco.
Che fare in caso di mal di gola e febbre? Ovviamente usare paracetamolo per abbassare le linee di febbre, poi un po’ di gelato e bere tanta acqua soprattutto se l’infiammazione è virale e non serve alcun tipo di antibiotico.
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